Articolo di Simone Galeotti

Ultima parte

Alex Smith ebbe la capacità di leggere dentro la testa del ragazzo e di riportarlo alla tranquillità. Abercromby era un centrocampista nerboruto dal baffetto accennato che in virtù dei regolamenti delle carte federali avrebbe potuto essere schierato in coppa e la cosa ripagò le attenzioni del manager con prestazioni di ottimo livello.

Occorre spendere qualche altro nome per far girare meglio il Juke Box di quei Saints al ritmo di: “The Buddies Came Roaring Back”: Kenny McDowall, Paul Chalmers, Peter Godfrey (centrocampista con una vaga assomiglianza con l’attore Peter Sellers), il già citato, “ossigenatissimo”, Ian Ferguson, e Frank McGarvey. La storia di McGarvey va appuntata al cancello di Love Street.

I suoi ricci ribelli, il suo dispotico destro, avevano incominciato qui la carriera prima che un altro Paisley, nel 1979, vale a dire Bob, l’allenatore del Liverpool si infatuerà del ragazzo portandolo ad Anfield per 270000 sterline. Al Liverpool però McGarvey non troverà il giusto spazio in mezzo a tanti, troppi campioni e dopo dieci mesi stagnanti sulla Mersey tornerà in Scozia al Celtic. Cinque anni a Parkhead e 78 sigilli, poi nel 1985 rieccolo là dove tutto era iniziato.

Billy Abercrombie fu il capitano che accompagnò in campo i ragazzi di Alex Smith il 16 maggio 1987 all’Hampden Park di fronte a 51782 spettatori. Maglia bianca con impercettibili striscioline nere e sponsor rosseggiante della ditta “Clydeside”. L’incontro si trascinò abbastanza scarno di emozioni fino ai supplementari. E in quella mezzoretta di passione, mentre sulla BBC2 i Simple Minds cantavano in diretta “Live in the City of Light” guadagnando la vetta della hit parade, Ferguson sparerà un bolide su cui il portiere del Dundee United Billy Thompson onestamente non potette opporsi. St. Mirren 1- Dundee United 0. E’ tempo di riprovarci.