Articolo di Snorri Sturlarson

Seconda Parte

Tuttavia durante il regno dei tre Giacomi, III, IV e V  qualcosa cambia: in Europa sboccia il Rinascimento, dall’Italia e dalla Francia  giungono architetti e capomastri, e nel panorama scozzese si staglia n nuovo tipo di di castello, di cui il primo esempio è quello di Linlithgow, non più ad uso spiccatamente militare ma “palatium e moden castri”, cioè palazzo in stile castello.

Ne sarano costruiti molti, nel Cinquecento, ed altri in rovina saranno restaurati sulle nuove tendenze. Manieri come Holyrood, Falkland, Stirling ed Edimburgo sono oggi considerati  i migliori esempi di architettura rinascimentale in Gran Bretagna.

Qualcosa di simile sarebbe accaduto  negli anni successivi, fino al XVII secolo con un’altra commistione: il cosiddetto “Scots Baronial”.

Grandi edifici che esternamente si presentavano come architetture medievali o come case-torri dalle dimensioni dilatate, con torrioni, garitte , merlature e tetti irregolari, mentre all’interno era tutto all’insegna del confort per il lord che vi abitava. Castelli di nome, sontuose dimore di fatto.

In realtà lo stile baronale scozzese sarebbe stata una componente del più diffuso fenomeno dell’architettura neogotica di grandissima fortuna nell’Ottocento.

Un movimento che reintroduceva le forme del gotico, cadute in disuso con l’affermazione dello stile rinascimentale .

In Scozia il suo vate sarebbe stato l’architetto William Adam(1689-1748), autore dell’Ospedale Reale di Edimburgo e soprannominato “Vitruvius Scoticus”, dal titolo di una raccolta di disegni.

Gli esempi oggi più noti del neogotico sono l’Abbotsford House, residenza dello scrittore Walter Scott, ricostruita nel 1816 su una precedente struttura, ed il fastoso  castello di Balmoral, le cui prime pietre risalgono al 1390, con l’aspetto definitivo di metà Ottocento, quando la regina Vittoria ed il suo consorte lo scelsero quale residenza estiva della famiglia reale.