Settima parte

Gli anni neri del nuovo millennio

Nel 2000 Ian McGeechan venne nominato allenatore della nazionale scozzese, dopo avere ricoperto lo stesso incarico nel periodo precedente dal 1988 al 1993. Con l’ingresso dell’Italia nella competizione europea il Cinque Nazioni mutò nel Sei Nazioni. La nazionale italiana raccolse la prima vittoria del debutto proprio sconfiggendo la Scozia 34-20 allo Stadio Flaminio. Durante il tour di metà anno in Nuova Zelanda gli scozzesi furono sconfitti 69-20 e 48-14 nelle due partite giocate contro gli All Blacks. Nei test match casalinghi di fine anno le cose andarono un po’ meglio, con due vittorie 53-6 contro gli Stati Uniti e 31-8 contro Samoa, e la sconfitta 30-9 contro l’Australia. Nel Sei Nazioni 2001 una epidemia di afta epizootica scoppiata in Gran Bretagna costrinse a posticipare al 22 settembre l’ultima partita della Scozia contro l’Irlanda. Nei consueti test match casalinghi di novembre la Scozia vinse 43-20 contro Tonga ma perse le due successive partite 25-16 contro l’Argentina e 37-6 contro la Nuova Zelanda.

Al Sei Nazioni 2002 il bilancio per la nazionale scozzese fu di due vittorie, 29-12 allo Stadio Flaminio contro l’Italia e 27-22 a Cardiff contro il Galles, e di tre sconfitte. Durante il tour in Canada e Stati Uniti arrivò la clamorosa sconfitta 26-23 contro i canadesi. Andò meglio nei test match autunnali, dove si segnalò la vittoria 21-6 contro il Sudafrica a Murrayfield. Alla Coppa del Mondo di rugby 2003, disputata in Australia, nella fase a gironi la Scozia giocò contro Francia, Stati Uniti, Figi e Giappone. Gli scozzesi vinsero tutte le partite tranne che con la Francia, dalla quale vennero sonoramente sconfitti 51-9. Guadagnato l’accesso ai quarti di finale, la Scozia venne eliminata dall’Australia che vinse 33-16. Nel 2004 la Scozia perse tutte e cinque le partite del Sei Nazioni. A fine anno l’australiano Matt Williams venne nominato nuovo allenatore della nazionale scozzese. Nel tour in Australia e Nuova Zelanda gli scozzesi vinsero 38-3 contro Samoa ma persero nettamente le due partite contro l’Australia. In autunno seguirono due nuove sconfitte contro l’Australia e una contro il Sudafrica, l’unica nota positiva fu la vittoria record 100-8 contro il Giappone.

Nel 2005 l’unica vittoria 18-10 a Murrayfield contro l’Italia evitò alla Scozia il cucchiaio di legno. Al culmine di una serie di deludenti prestazioni Frank Hadden venne nominato nuovo allenatore della nazionale scozzese. Al Sei Nazioni 2006 il bilancio fu di tre vittorie e due sconfitte. Nel tour estivo in Sudafrica seguirono le due sconfitte contro gli Springboks, mentre in autunno si registrarono le vittorie contro Romania e Pacific Islanders e la sconfitta 44-15 contro l’Australia. La Scozia si accinse a disputare la Coppa del Mondo di rugby 2007 dopo avere ottenuto il cucchiaio di legno al Sei Nazioni con una sola vittoria 21-9 contro il Galles e la brutta sconfitta casalinga 37-17 contro l’Italia. Gli scozzesi si trovarono nello stesso girone di Nuova Zelanda, Italia, Romania e Portogallo. La Scozia vinse agevolmente contro Portogallo e Romania perdendo nettamente contro la Nuova Zelanda; l’ultima partita del girone contro l’Italia, decisiva per la qualificazione ai quarti di finale, venne decisa dalla maggiore precisione scozzese ai calci piazzati concessi dall’indisciplina degli Azzurri. Nel turno successivo la Scozia venne eliminata dall’Argentina che vinse 19-13.

Al Sei Nazioni 2008 la Scozia riuscì a vincere solamente contro l’Inghilterra 15-9 a Murrayfield ed evitò il cucchiaio di legno solo per la migliore differenza punti con l’Italia, che allo Stadio Flaminio sconfisse gli scozzesi 23-20 nell’ultima gara in programma. Il bilancio del tour di giugno in Argentina fu di parità: una sconfitta 21-15 contro i Pumas seguita dalla vittoria scozzese 26-14. A novembre la Scozia ospitò gli All Blacks venendo sconfitta 32-6, mentre la partita contro il Sudafrica si dimostrò più equilibrata e finì 14-10 per gli Springboks. L’anno successivo la Scozia vinse solamente una partita al Sei Nazioni, sconfiggendo l’Italia 26-6 a Murrayfield, e l’inglese Andy Robinson venne chiamato a ricoprire il ruolo di nuovo allenatore della nazionale. In autunno si registrarono le vittorie 23-10 contro Figi e 9-8 contro l’Australia, ma nell’ultima partita dell’anno gli scozzesi cedettero dentro casa 9-6 contro l’Argentina. Nel 2010, con la Scozia ancora impegnata ad evitare il cucchiaio di legno ai danni dell’Italia, da segnalare le due vittorie in Argentina a giugno e le vittorie 21-17 contro il Sudafrica e 19-16 contro Samoa nei test match casalinghi di novembre. Il 13 novembre si registrò anche la sconfitta casalinga 49-3 contro la Nuova Zelanda.

Nel 2011, per la prima volta nella sua storia, la Scozia non raggiunse i quarti di finale della Coppa del Mondo, classificandosi al terzo posto dietro Inghilterra e Argentina nella fase a gironi. Dopo un pessimo Sei Nazioni 2012, concluso all’ultimo posto con zero punti, la Scozia si recò in tour in Australasia ottenendo per la prima volta dal 1982 una prestigiosa vittoria in trasferta contro l’Australia con il punteggio 9-6. I test match casalinghi di fine anno furono però ben più deludenti e la sconfitta 21-15 contro Tonga spinse Andy Robinson alle dimissioni. Venne sostituito ad interim dall’australiano Scott Johnson, il quale nel giugno 2014 lasciò il posto al neozelandese Vern Cotter nel frattempo liberatosi dagli obblighi contrattuali con il club del Clermont.