Terza parte della nazionale di rugby scozzese

Il periodo fra le due guerre

Al termine della prima guerra mondiale, nel 1920 si tornò a disputare il Cinque Nazioni. Quell’anno la Scozia sconfisse Francia, Galles e Irlanda, ma perse l’ultima partita 13-4 a Londra contro l’Inghilterra. Alla fine questa edizione del torneo venne vinta a pari merito da Galles, Scozia e Inghilterra.

Il 21 marzo 1925 venne inaugurato il nuovo stadio di Murrayfield, fatto appositamente costruire dalla federazione scozzese di rugby; in precedenza gli incontri internazionali di rugby venivano disputati a Inverleith. Nel frattempo la Scottish Football Union (SFU) cambiò nome divenendo la Scottish Rugby Union (SRU). Il 1925 è anche l’anno in cui la Scozia conquistò il suo primo Grande Slam al Cinque Nazioni, sconfiggendo 14-11 l’Inghilterra nell’ultima partita del torneo che coincise con l’inaugurazione dello stadio di Murrayfield di fronte a 70.000 spettatori. L’ala Ian Smith fece parte degli Immortals, il nome con cui viene ricordata la formazione scozzese che riuscì a realizzare il primo storico Grande Slam, dando il proprio contributo con otto mete realizzate. La forte linea dei tre quarti scozzese dell’Università di Oxford comprendeva, oltre a Smith, George MacPherson, George Aitken e Johnny Wallace. Ian Smith, oltre ad essere l’attuale miglior realizzatore di mete della Scozia insieme con Tony Stanger, con le otto mete realizzate nell’edizione 1925 detiene anche il maggior numero di mete realizzate in una singola edizione del Cinque Nazioni/Sei Nazioni insieme con l’inglese C.N. Lowe.

Nel 1926 e nel 1927 le uniche sconfitte subite contro l’Irlanda impedirono alla Scozia di realizzare il Grande Slam; durante questi due anni, scozzesi e irlandesi si aggiudicarono il Cinque Nazioni due volte consecutivamente a pari merito. Il 17 dicembre 1927 la nazionale scozzese ospitò l’Australia sconfiggendola 10-8 a Murrayfield. Nel 1929, dopo che l’anno precedente l’Inghilterra realizzò il Grande Slam, la Scozia vinse nuovamente il Cinque Nazioni dopo avere battuto Francia, Irlanda e Inghilterra, cedendo solamente a Swansea 14-7 contro il Galles.

Nel 1932 la Francia venne esclusa dalla competizione europea, venendo accusata di professionismo e di un uso eccessivo di violenza. Si tornò quindi al formato della Home Championship con gli scozzesi che persero tutte le tre partite disputate, oltre ad avere perso in precedenza 6-3 a Murrayfield nel test match contro il Sudafrica. La Scozia si rifece nel 1933 conquistando la Triple Crown dopo avere sconfitto 11-3 il Galles, 3-0 l’Inghilterra e 8-6 l’Irlanda. Il 23 novembre 1935 la Scozia ospitò gli All Blacks recatisi in tour nelle Isole britanniche, venendo sconfitta 18-8. Dopo una serie di prestazioni non esaltanti, culminate con l’ultimo posto a zero punti nella Home Championship 1936, nel 1938 gli scozzesi vinsero la loro seconda Triple Crown nell’arco di cinque anni ed espugnarono Twickenham dopo dodici anni. L’anno successivo fece seguito un altro ultimo posto a zero punti.