Intervista di Gianfranco Giordano

Seconda Parte

11 La tua avventura italiana finisce con una stagione al Verona, una finale di Coppa Italia persa nella squadra che la stagione successiva vincerà il campionato. L’allenatore era Osvaldo Bagnoli, un allenatore molto stimato in Italia

Bagnoli era un ottimo manager ma soprattutto un’ottima persona, mi piaceva molto. Era molto bravo dal punto di vista organizzativo ma soprattutto riusciva ad avere un rapporto molto bello con i giocatori.

12 Una lunga esperienza con la nazionale Scozzese, 52 partite e 11 reti di cui tre in tre edizioni del mondiale. Eravate una squadra molto forte con grandi giocatori eppure non avete avuto fortuna.

Ho giocato dieci anni in nazionale e segnare in tre edizioni dei mondiali è un record. Eravamo forti e credo che avremmo potuto fare meglio ma siamo stati sfortunati.

13 Hai segnato tanti gol, qual’è il più importante?

Per me il gol più importante l’ho segnato nel 1973 alla Cecoslovacchia, era il gol della vittoria in quella partita ma soprattutto il gol che ci qualificava per i mondiali di Germania. Era un gol importante perché permetteva alla Scozia di qualificarsi ai mondiali dopo sedici anni.

14 In Italia sei ancora lo squalo, ci puoi raccontare come hai perso gli incisivi?

E’ successo durante una partita nelle giovanili del Leeds, avevo 18 anni, giocavamo a Coventry. Mi sono tuffato di testa per colpire un pallone abbastanza basso e contemporaneamente un difensore è intervenuto con il piede. Ho perso conoscenza, davvero un brutto momento.

15 Finito di giocare una lunga carriera in panchina come manager e assistente.

Ho avuto una lunga carriera da calciatore e poi una lunga carriera in panchina, due esperienze completamente diverse.

16 Nel 2005 cominci a lavorare con Harry Redknapp al Portsmouth e lo seguirai agli Spurs e al1 QPR.

Siamo stati insieme dieci anni, con lui mi sono divertito. Era un manager di successo, un vincente e sapeva creare un ottimo rapporto con i giocatori.

17 Al Tottenham torni a Milano e ti scontri con Gattuso, a parte il ruolo diverso in campo due giocatori simili come carattere. Cosa è successo quella sera?

In realtà non è successo niente di particolare. Gattuso era nervoso per l’andamento della partita e perché era stato ammonito e sapeva che avrebbe saltato la partita di ritorno, aveva perso un po’ di concentrazione. La tensione per la partita era tanta, sono cose che succedono.

19 Ultima esperienza lavorativa al Middlesbrough, adesso cosa fai?

Adesso faccio il nonno (risponde in italiano), ogni tanto torno a Milano dove vive mia figlia e a Verona. In Italia ho degli amici che rivedo volentieri. Poi sono un uomo di calcio e cerco di andare a vedere le partite allo stadio il più possibile.

19 Domanda ovvia per uno scozzese, Celtic o Rangers?

Da ragazzino tifavo Celtic.

LA CARRIERA

Joseph Jordan nasce il 15 dicembre 1951 a Cleland in Scozia. Dopo un inizio nelle giovanili del Blantyre Victoria, per la stagione 1968/69 viene ingaggiato dal Greenock Morton, squadra che al tempo militava nella massima serie scozzese. Dopo due stazioni a Morton viene notato dal Leeds United che lo ingaggia nella stagione 1970/71, è il Dirty Leeds di Don Revie. Nella prima stagione è aggregato alla squadra giovanile ma riesce ad avere due presenze nella vittoriosa campagna in Coppa delle Fiere, con il Leeds vincerà anche un campionato e una FA Cup. Dalla stagione successiva conquista sempre più spazio in squadra e partecipa a due finali in Coppa Campioni e Coppa delle Coppe, entrambe perse. Nel 1978/79 approda al Manchester United, gioca da titolare inamovibile per tre stagioni, niente vittorie ma un secondo posto in campionato e un’incredibile