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IL BIENNIO AI RANGERS GLASGOW

Il

passaggio ai Rangers era stato già annunciato da mesi. Claudio Caniggia ha salutato e ringraziato il Dundee FC e i fratelli Bonetti per cercare un ultimo disperato biglietto per il Mondiale 2002. Un’impresa, sulla carta, proibiva. L’argentino, però, arriva a far parte di una squadra fortissima, guidata dal tecnico olandese Dick Advocaat per il quarto anno di fila. L’allenatore orange, nella sua gestione, ha speso cifre folli con un solo obiettivo: portare la squadra sul tetto d’Europa. Alla fine non ci riuscirà, anzi, non ci andrà neanche minimamente vicino ma questa è un’altra storia.

Caniggia, in maglia Gers, trova compagni di assoluto livello come il già citato Lorenzo Amoruso, il portiere Klos, gli olandesi Numan, Mols e Ricksen. E poi ci sono il gigante norvegese Tore Andrè Flo, l’ex Fiorentina Kanchelskis, il danese Lovenkrands e tanti altri. Il minimo deve essere vincere il campionato. Ma le cose, invece, vanno diversamente. Il ciclo di Advocaat sembra essersi esaurito e la squadra stenta tanto da portare all’esonero del tecnico a dicembre, con l’arrivo di Alex McLeish in panchina. Claudio Caniggia, invece, vive una stagione discreta anche se non sempre caratterizzata dalla continuità di rendimento.

S

egna anche stavolta all’esordio, curiosamente ancora con l’Aberdeen. Il secondo gol è nuovamente con il Motherwall. In tutto, in campionato, le reti del Figlio del Vento sono solo 5. In Champions League la butta dentro due volte, altrettante nella finale di Coppa di Lega vinta contro l’Ayr per 4-0. Nonostante l’annata non sia eccezionale per i Rangers, arriva anche un secondo trofeo, battendo i rivali di sempre del Celtic per 3-2 nella finale di Coppa di Scozia. Pur non brillando come al Dundee, Caniggia ottiene però ciò che aveva ardentemente desiderato e viene inserito nella lista dei 23 convocati da Bielsa. In Giappone e Corea, comunque, l’argentino, 35enne, non vedrà mai il campo. La seconda stagione è, invece, molto più esaltante. La squadra, ancora affidata a McLeish, beneficia di innesti importanti come Arteta, Muscat, Thompson ed Eggen.

Caniggia alza notevolmente la sua media realizzativa, pur venendo impiegato principalmente “alla Altafini”. Parte titolare in sole 14 gare ma è spesso entrando dalla panchina che risulta decisivo. Al termine del campionato segna 8 gol, 12 se contiamo anche le altre competizioni. Il cammino dei Rangers è imponente e dà vita ad un testa a testa meraviglioso con il Celtic. Le due squadre chiudono a pari punti con ben 97 punti ma i Gers hanno un +1 di differenza reti. Caniggia chiude la sua avventura scozzese vincendo il titolo e completando una sorta di triplete con i successi bissati in Coppa di Lega e Coppa di Scozia. Al termine della stagione a 36 anni, il Figlio del Vento decide di andare in Qatar e dice addio alla Scozia, dove non è mai stato dimenticato. Ecco un video con i suoi gol al Glasgow Rangers: