Articolo di Vittorio Cornacchiam tratto da https://footballstory.mondocalcionews.it

LA CARRIERA DI MARCO NEGRI A PICCO

La magia è ormai definitivamente finita. Marco Negri inizia a soffrire oltremodo il clima che c’è attorno ai Glasgow Rangers. Non si trova più bene in Scozia e comincia a essere insofferente alle regole. Spesso si presenta allo stadio senza la divisa di rappresentanza. Si fa allungare i capelli e non taglia più la barba. E’ sull’orlo di una crisi depressiva. Inoltre, si becca una brutta infezione al sangue e si auto-convince di avere l’AIDS. Gli scozzesi, poi, scottati per il campionato perso al fotofinish, decidono di cambiare guida tecnica. Via il suo mentore Smith e dentro l’olandese Advocaat, non propriamente un tipo accomodante. E infatti, il tecnico orange non ci pensa due volte e stravolge la rosa come un calzino. Gli viene chiesto di vincere in Europa (non ci riuscirà) e lui non bada a spese. Arrivano diversi suoi connazionali tra cui il centravanti Michael Mols, che prenderà appunto il posto di Marco Negri.

Quest’ultimo è ai margini del progetto. Riesce a segnare 5 gol negli sprazzi di partita che gli vengono concessi ma ormai il feeling è rotto. A metà stagione finisce addirittura fuori rosa e con lo stipendio congelato. Decide di tornare in Italia, al Vicenza, ma senza fortuna. Di nuovo di passaggio ai Rangers, ha giusto il tempo di disputare una sola partita prima del definitivo rientro in patria. Qui girovaga tra Bologna, Cagliari, Livorno (dove torna a livelli decenti) prima di chiudere con un nostalgico ma infruttuoso ritorno al Perugia. Si ritira a 35 anni, col rammarico di quella meravigliosa stagione da Re Mida che avrebbe davvero potuto cambiarne la carriera. Chissà cosa sarebbe successo senza quella maledetta pallina scagliata dall’amico Porrini…