Articolo di Snorri Sturlarson

Seconda parte nel nord della Scozia

La povertà

Questi poveri disperati furono costretti a trasferirsi in città, oppure a emigrare in America o nell’emisfero meridionale. Quelli che rimasero dovettero guadagnarsi da vivere coltivando piccolissimi appezzamenti di terreno marginali, spesso situati nei pressi della costa: nacque così un sistema agricolo basato su piccole aziende rurali che prese il nome di “crofting”.Questi terreni davano a malapena da vivere ai contadini, che per integrare i guadagni erano costretti ad intraprendere altre attività, come la pesca e la raccolta delle alghe. Le loro condizioni di vita rimasero tutta via precarie, perchè i terreni venivano concessi su base annua e in qualsiasi momento i “crofter”( i coltivaltori dei” croft”) potevano perdere non solo la terra, ma anche la casa che avevano costruito. Quando alla fine del XIX secolo, la Scozia sprofondò in una grave crisi economica, molti di questi piccoli coltivatori non furono più in grado di pagare gli affitti. Questa volta però, decisero di opporsi agli sgomberi forzati e crearono la “Higland Land Reform Aassociaton” e un proprio partito politico. Con la loro resistenza costrinsero il governo ad accogliere molte richieste, tra cui il diritto al lavoro, canoni d’affitto equi e l ‘assegnazione di nuove terre per la creazione di croft. Oggi i contadini hanno la facoltà di acquistare terre che coltivano e una legge approvata nel 2004 ha finalmente abolito il possesso feudale, ponendo fine a secoli di sofferenze.