Articolo di Antonello Cattani

Scozia – Uruguay 0-0

Ancora fuori al primo turno…

Con una vittoria, anche solo per 1-0 nell’ultima partita saremmo stati tra le migliori terze, in quanto ci saremmo piazzati meglio di Ungheria e Irlanda del Nord. All’Uruguay sarebbe bastato un pareggio per ottenere la qualificazione.
L’ultima partita sarebbe dunque stata decisiva, come del resto tutte quelle delle edizioni precedenti sinora raccontate.
Curiosamente, per la terza edizione consecutiva dei mondiali, il capitano della Scozia pagò per i cattivi risultati della squadra. Accadde nel 1978 con Rioch, escluso dopo la sconfitta con il Perù, e a Mc Grain nel 1982. Ora toccava a Souness, forse anche stremato dalla calura, rimanere fuori. Al suo posto giocò Mc Stay e la fascia di capitano passò a Miller.
In difesa Albiston sostituì Malpas, a centrocampo con Mc Stay furono confermati Strachan, Nicol e Aitken, mentre l’attacco, dovendo vincere, tornava a due punte: Sharp e Sturrok, con Nicholas, ripresosi dall’infortunio, pronto a subentrare.
Si tornò a Nezahualcoyotl davanti a ventimila spettatori, era venerdì 13 giugno, si giocava alle dodici locali, le venti in Italia. Vidi la partita a casa, mentre cenavo con mio padre e mio fratello, dato che avevo utilizzato il “jolly” di una delle mie poche licenze di due giorni, venerdì con rientro al sabato. L’incontro fu trasmesso in diretta su Tele Monte Carlo, visto che l’altra partita Germania-Danimarca si giocava in contemporanea e andò in onda sulla RAI.
Dopo quarantacinque secondi dall’avvio un fallaccio di Josè Batista su Strachan venne punito con il cartellino rosso diretto dall’arbitro francese Quiniou. Forse una decisione eccessiva, che alla fine risultò penalizzante per la Scozia.
L’allenatore sudamericano non operò cambi, e grazie alla generosità e corsa, i loro attaccanti, Francescoli in particolare, tenevano sotto pressione la nostra difesa. La differenza numerica non si percepiva.
L’arbitro, forse pentito della decisione presa, permise il gioco rude e intimidatorio dell’Uruguay, con diversi falli non puniti. La Scozia non fece molto per vincere la partita, ci fu solo una nitida, clamorosa occasione da gol, capitata sui piedi di Nicol, che solo in area, ben smarcato da Aiken, non riuscì a fare di meglio che tirare debolmente sul portiere. Era venerdì 13 e Nicol sulla maglia aveva il numero 13…
Nel secondo tempo ci fu una sola fiammata di Narey, con un tiro sopra la traversa. Nicholas e Cooper, entrati a 20 minuti dalla fine, non incisero sul match, che si chiuse 0-0.
Il calcio è un gioco strano: dopo due sconfitte i giocatori della Scozia avevano ricevuto molti complimenti, dopo un pareggio ebbero solo fischi.

“Big trip to Mexico”, Il grande viaggio in Messico era il titolo della solita canzone preparata per il mondiale e interpretata dai giocatori. Fummo gli ultimi ad arrivare e tra i primi a ripartire, non fu esattamente un grande viaggio.

La squadra atterrò a Glasgow nel silenzio più totale. Un silenzio come quello che segue le battaglie, come quella di Culloden del 1746. Una battaglia persa, naturalmente.