Articolo di Antonello Cattani

Scozia-Olanda 3-2

Partimmo bene, Hartford fu pericoloso dopo quattro minuti con un tiro in diagonale, Rioch di testa colpì l’incrocio dei pali, Dalglish, finalmente in partita, prima sfiorò il palo con un tiro rasoterra, poi si vide annullare un gol per un dubbio fallo. Erano passati solamente dieci minuti e l’Olanda sembrava in difficoltà. Il pareggio comunque non le dispiaceva perché in questo modo il Perù sarebbe passato al secondo turno come prima, ma sarebbe finito pericolosamente con l’Argentina padrona di casa nel girone successivo. Una leggerezza di Kennedy, che perse il pallone poco fuori area e atterrò Rep in collaborazione con Rough, concesse il rigore all’Olanda. Sul dischetto andò Rensenbrink. Non vi era alcuna possibilità che il nostro portiere potesse parare il rigore, la porta mi sembrò immensa, con quelle reti profonde. Infatti fu 1-0 per l’Olanda, è già molto che Rough avesse intuito la traiettoria. Per la cronaca fu il gol numero 1.000 da quando si giocavano i mondiali. Eravamo al 34’ minuto del primo tempo e servivano quattro gol per passare. Quasi quasi cedetti alle velate “pressioni” di mia madre «Non sei stanco, non è meglio che tu vada a dormire?» ma decisi di aspettare almeno la fine del primo tempo. Al 44’ pareggiammo: cross da destra, torre di Jordan, Dalglish completamente libero tirò una botta tremenda all’incrocio: 1-1. L’abbraccio tra Jordan e Dalglish, i miei due giocatori preferiti mi diede la forza per vedere il secondo tempo. E fu subito 2-1, Souness fu trattenuto in area: rigore. Gemmill aveva l’aria di uno che non poteva sbagliare. Jongbloed, il portiere olandese con il numero otto e le ginocchiere, tabaccaio e professionista per caso, forte con i piedi, non altrettanto tra i pali non avrebbe potuto opporsi. Lo ricordo immobile sul rigore di Muller nella finale di quattro anni prima. Anche lui intuì, ma fu 2-1 per noi. Mancavano due gol, e rimaneva quasi un tempo da giocare. Loro erano forti, ma in difesa non erano insuperabili. Inoltre Neeskens, uno dei migliori, era uscito per infortunio già nel primo tempo. Al 23’ minuto accadde l’incredibile. Dalglish ricevette palla sul lato corto destro dell’area e provò ad entrare, ma tre difensori lo fermarono. La palla finì al numero quindici, Archie Gemmill. Quel che non riuscì a fare Dalglish riuscì al centrocampista del Nottingham Forest, che saltò come birilli gente del calibro di Jansen, Krol e Poortvliet, prima di deporre la palla in rete con uno “scavetto” alle spalle di Jongbloed. Fu eletto il gol più bello del mondiale. Possiedo una maglietta con la foto di Gemmill che corre, appena dopo il gol, il portiere olandese a terra, e Dalglish sullo sfondo che esulta incredulo, come dire «Ma cosa ha fatto?». Si tratta di una t-shirt celebrativa, stampata nel 2003 in occasione della doppia sfida di spareggio tra Scozia e Olanda per la qualificazione ai campionati europei del 2004.
Mancava ancora un gol per il miracolo della qualificazione, e cominciai a crederci, l’adrenalina salì. E chi dorme più? Non potevo urlare perché i miei genitori nel frattempo si erano coricati a letto, e aspettavano una mia mossa falsa per fare altrettanto con me. Eravamo oltre le 23, la notte era scesa e “le cornamuse stavano chiamando”. La sera prima ero con mio padre, questa volta ero solo, se avessimo passato il turno non avrei avuto nessuno da abbracciare, ma non ci fu troppo tempo per pensare. Erano passati pochi minuti dal gol di Gemmill, tre o quattro, Rep superò il centrocampo, si avvicinò all’area, nessuno lo contrastò, mi misi le mani davanti agli occhi. Tiro, Rough era avanti, mal piazzato (non era la prima volta), gol, fine dei sogni. Non ricordo se piansi o se poco ci mancò, così come non rammento la fine della partita. Forse seguii il consiglio di mia madre e andai finalmente a dormire. Eravamo eliminati, come nel mondiale precedente. Però il gol di Gemmill è rimasto immortale.
L’ho rivisto decine di volte, ma sempre mi assalgono i brividi, e riprovo la stessa sensazione di allora: la speranza di compiere un’impresa impossibile. E’durata solo pochi minuti, forse anche per questo è stata bellissima.